Nel nome del libro ebraico

L’ospite più atteso della nona edizione della «Festa del Libro Ebraico», in programma domenica a Ferrara, è lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua. «Verrà — rivela Simonetta Della Seta, direttrice del Meis, il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah — perché attirato dalla sua curiosità per una città che non ha mai visitato e per il nostro museo. E terrà una lectio assolutamente inedita su un tema a lui caro come il rapporto tra il popolo ebraico e la lingua, il libro e la letteratura». L’ottantunenne autore di romanzi molto amati anche in Italia come L’amante, Il responsabile delle risorse umane e La sposa liberata, che sarà anche a Bologna domani alle 19 in Piazza Santo Stefano, terrà una lectio magistralis alle 17 al Teatro Comunale Claudio Abbado su Il libro ebraico, in inglese con traduzione simultanea. Yehoshua è figlio di un orientalista la cui famiglia è arrivata in Israele già a metà Ottocento. Per lui, nato a Gerusalemme e docente all’Università di Haifa, il suo lavoro è molto simile a quello di un regista cinematografico, come ha ricordato in varie interviste: «Uno scrittore deve pensare ai dialoghi, agli attori, all’ambientazione, agli arredi, al suono, alla luce, ai costumi, a tutto quello che concorre a fare una storia. Ma quale storia raccontare? I romanzieri si dividono secondo me in due categorie: quelli che parlano di un certo mondo, che lo esplorano e lo ri-esplorano, e quelli che affrontano temi diversi ogni volta. Io in particolare sono uno scrittore di temi, di argomenti. Trovo un argomento che mi affascina e ci costruisco attorno una storia, che sia sugli ebrei europei nel Medioevo o sui rapporti tra persone che si possono creare in un garage di Gerusalemme ». La «Festa del Libro Ebraico» quest’anno per la prima volta avrà come teatro il Meis, il museo in via Piangipane 81 inaugurato nel dicembre scorso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ricavato dal grande edificio nel cuore di Ferrara che sino al 1992 ospitava le carceri cittadine. Durante la giornata al Meis, che si aprirà alle 10 del mattino,l’ebraista Mauro Perani presenterà «Nuovi studi su Isacco Lampronti. Storia, poesia, scienza e Halakah», un volume su una figura centrale dell’ebraismo ferrarese, mentre la filosofa Donatella Di Cesare dialogherà sul suo «Marrani» (Einaudi) con lo storico e giornalista Paolo Mieli. Altri ospiti saranno Pierpaolo Pinhas Punturello, che illustrerà il suo libro di racconti ebraici «Napoli, via Cappella Vecchia 31. Voci ebraiche da dietro il vicolo» (Belforte Salomone), e Lia Levi che parlerà del suo ultimo romanzo «Questa sera è già domani » (Edizioni e/o), ambientato nel periodo delle leggi razziali.

In occasione della festa, il museo sarà aperto non-stop dalle 9 alle 18, con visite guidate al percorso espositivo «Ebrei. Una storia italiana. I primi mille anni», a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, con i contributi video di sette esperti e oltre 200 oggetti, molti dei quali rari e preziosi, provenienti da musei di tutto il mondo.

A introdurre il pubblico ai temi del Meis sarà lo spettacolo multimediale «Con gli occhi degli ebrei italiani», a cura di Giovanni Carrada, tra gli autori di «Superquark», e Simonetta Della Seta, che ripercorre 2200 anni di storia e cultura italiana in 24 minuti, visti e raccontati attraverso gli occhi degli ebrei. Descrivendo come la presenza ebraica si sia formata e sviluppata nella penisola dall’età romana al Medioevo, tra migrazioni, schiavitù, integrazione, intolleranza religiosa e interazioni feconde, e come gli ebrei d’Italia abbiano costruito una propria peculiare identità anche rispetto ad altri luoghi della diaspora. Durante la giornata si potrà infine visitare il cosiddetto Giardino delle Domande, dove crescono ulivi e melograni, simboli biblici di pace e fertilità, ma anche alloro, mirto, lavanda, timo e maggiorana, piante aromatiche presenti nella Torà e protagoniste di diversi riti e festività ebraiche. Le piante disegnano percorsi che, con pannelli esplicativi, aiutano a comprendere le regole della casherut, la normativa ebraica sull’alimentazione, con particolare riferimento all’uso di carne, latte, pesce e uova.

Piero Di Domenico

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