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il Resto del Carlino

Al Meis apre la mostra voluta da Mattarella

di Anja Rossi

Documenti che parlano, e che fanno rivivere una storia d'Italia. 

«Una mostra che non poteva finire negli scatoloni», come ha evidenziato anche uno dei due curatori, Giovanni Grasso, anche portavoce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato inaugurato ieri al Museo nazionale dell'ebraismo e della Shoah il percorso multimediale '1938: l'umanità negata', a cura di Paco Lanciano e Giovanni Grasso. 

Un'iniziativa promossa dalla Presidenza della Repubblica con il contributo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca-Miur e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Una mostra, fortemente voluta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e nel 2018 allestita al Quirinale in occasione degli ottant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e che ora avrà sede permanente al Meis. «Un momento storico per il Meis, che ha un grandissimo impegno, segnato già dalla 'S' finale nel nome - ha evidenziato il direttore del museo, Simonetta Della Seta - Con questa esposizione, infatti, apriamo al museo nazionale la prima parte del percorso dedicato alla Shoah». 

Servirà «a dare risposta agli insegnanti che vengono nel nostro museo, come insegnare e come affrontare la Shoah, ed è più in generale l'inizio di un percorso insieme». Il Meis, infatti, mira sempre più a essere un punto di riferimento, anche per le scuole. «Il Meis è stato scelto come centro per l'aggiornamento per la Shoah - ha spiegato Giovanna Boda, direttore generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione al Ministero dell'Istruzione - porteremo qui l'Italia, in tutti i suoi ordini e gradi, sia docenti che studenti, perché è dalla scuola che riparte ogni speranza». Il presidente del Meis, Dario Disegni, ha voluto puntare sul senso di grande responsabilità che è intrinseco al museo di via Piangipane. 

«La scelta del Presidente Mattarella di portare qui in modo permanente la mostra da lui voluta ci onora e ci carica di grande responsabilità. Sarà questa la prima parte di un percorso, particolarmente adatto ai giovani: di leggi razziali, o razziste - rimarca Disegni - si parla sempre di quanto successo dopo il '43, ma poco si trasmette di quanto accadde già dal 1938». Il presidente ha poi letto una lettera inviata dal neo ministro all'Istruzione, Lucia Azzolina, che ha sottolineato come «la storia è nutrimento della memoria» e che quanto prima verrà a visitare la mostra e il luogo che la ospita. «La mostra - conclude Disegni - ha il grandissimo merito di riportare all'attenzione di tutti quello che fu l'effetto devastante della privazione dei diritti, nei confronti dei cittadini ebrei. Questa esposizione riprende la funzione del Meis: non solo un museo, ma un grande polo culturale». Attraverso l'uso di installazioni multimediali che raccolgono immagini e filmati d'epoca e documenti, '1938: l'umanità negata' crea un'esperienza 'immersiva', che permette al visitatore di entrare in contatto con il dramma delle leggi razziali, l'esclusione sociale, la persecuzione nazifascista e lo sterminio. Il percorso concepito dai due curatori per gli spazi del Quirinale, è infine arricchito al Meis dall'installazione site-specific dell'artista israeliano Dani Karavan, creata per ricordare l'esperienza italiana della Shoah. 

Giovanni Grasso, curatore della mostra insieme a Paco Lanciano, ha spiegato la nascita e lo sviluppo della mostra sulle leggi razziali in Italia. «Si tratta di una mostra fortemente voluta da Sergio Mattarella - ha evidenziato il curatore - che mi chiese di organizzare una serie di eventi e una mostra al Quirinale, che lui chiama 'la casa degli italiani', per ricordare questa tragedia d'Italia». Per Grasso «non si tratta di una mostra documentaria, ma interattiva, pensata per i ragazzi di oggi, sempre più bombardati da immagini e notizie. È una mostra che voleva essere anche molto emotiva», si attraversa e si esce «cambiati». «Quando è arrivato il tempo di metterla negli scatoloni - ha continuato - abbiamo cercato di trovarle una collocazione stabile e il Meis è stata fin da subito la sua destinazione naturale. Qui sarà una mostra utilizzata e vissuta».

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