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Rav Adin Steinsaltz (1937-2020)

“Più siamo in grado di ascoltare la nostra anima, più la sua voce inciderà sulle nostre vite e sul nostro modo di comprendere il mondo”. (rav Adin Steinsaltz, "The soul")

Ci ha lasciati oggi rav Adin Even Israel Steinsaltz, rabbino, filosofo e studioso di fama mondiale.

Proprio come dice il suo nome, la sua figura può essere considerata una “roccia d’Israele”.

Nato a Gerusalemme nel 1937 ha dedicato la sua vita alla trasmissione, all’insegnamento e soprattutto alla diffusione del Talmud, un pilastro della letteratura rabbinica e fondamento del pensiero ebraico.

Il suo progetto di traduzione dall’aramaico all’ebraico e di commento del Talmud babilonese condotto fra gli anni ‘80 e ‘90, oltre ad essere diffuso in tutto il mondo ha costituito il modello guida di altre traduzioni in numerose lingue, fra cui anche quella italiana.

Rav Steinsaltz ha avuto un rapporto speciale con il nostro Paese, ha condotto numerose visite, ha tenuto lezioni pubbliche a tutti i livelli ed ha stretto relazioni affettuose con tante persone svegliando in loro la voglia di studiare e di appropriarsi della ricchezza culturale e di valori presente nelle pagine del Talmud e degli altri libri ebraici.

Le sue decine di opere - molte tradotte in italiano - costituiscono uno patrimonio che, siamo convinti, accompagneranno per sempre le future generazioni.

Nel recente passato egli ha avuto modo di testimoniare il suo vivo apprezzamento per il progetto del MEIS ritenendo l’ebraismo italiano, nelle sue svariate sfaccettature, un microcosmo perfetto per trasmettere al largo pubblico il senso della storia e della cultura ebraica millenaria.

Sia il suo ricordo di benedizione,

Simonetta Della Seta e Amedeo Spagnoletto

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