In Senato, le parole di Liliana Segre su Rom e Sinti: "Mi opporrò con tutte le forze a leggi speciali"

“Mi rifiuto di pensare che la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano”.

È la promessa di Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, le cui parole hanno lasciato il segno nel corso del dibattito sviluppatosi a Palazzo Madama per la fiducia al nuovo governo Conte. Un primo intervento, nell’aula dove siede dall’aprile scorso per nomina del Presidente Mattarella, che ha scosso ed emozionato l’opinione pubblica. “Mi accingo a svolgere il mandato di senatrice – le sue parole – ben conscia della mia totale inesperienza politica e confidando molto nella pazienza che tutti loro vorranno usare nei confronti di un’anziana nonna, come sono io. Tenterò di dare un modesto contributo all’attività parlamentare traendo ispirazione da ciò che ho imparato”. Un impegno che porterà avanti anche nel nome, ha affermato, “di quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento”.

“Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, prendendo la parola per la prima volta in quest’aula non posso fare a meno di rivolgere innanzitutto un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha deciso di ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938, facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz. Porta sul braccio il numero di Auschwitz e ha il compito non solo di ricordare, ma anche di dare, in qualche modo, la parola a coloro che ottant’anni or sono non la ebbero; a quelle migliaia di italiani, 40.000 circa, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che subirono l’umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società, quella persecuzione che preparò la Shoah italiana del 1943-1945, che purtroppo fu un crimine anche italiano, del fascismo italiano. Soprattutto, si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall’oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell’indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri. In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni Rom e Sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere, perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Per questo accolgo con grande convinzione l’appello che mi ha rivolto oggi su «la Repubblica» il professor Melloni. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano. Mi accingo a svolgere il mandato di senatrice ben conscia della mia totale inesperienza politica e confidando molto nella pazienza che tutti loro vorranno usare nei confronti di un’anziana nonna, come sono io. Tenterò di dare un modesto contributo all’attività parlamentare traendo ispirazione da ciò che ho imparato. Ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo; ho conosciuto il carcere; ho conosciuto il lavoro operaio, essendo stata manodopera schiava minorile in una fabbrica satellite del campo di sterminio. Non avendo mai avuto appartenenze di partito, svolgerò la mia attività di senatrice senza legami di schieramento politico e rispondendo solo alla mia coscienza. Una sola obbedienza mi guiderà: la fedeltà ai vitali principi e ai programmi avanzatissimi – ancora in larga parte inattuati – dettati dalla Costituzione repubblicana. Con questo spirito, ritengo che la scelta più coerente con le motivazioni della mia nomina a senatrice a vita sia quella di optare oggi per un voto di astensione sulla fiducia al Governo. Valuterò volta per volta le proposte e le scelte del Governo, senza alcun pregiudizio, e mi schiererò pensando all’interesse del popolo italiano e tenendo fede ai valori che mi hanno guidata in tutta la vita”.

Altri contenuti

Viaggio alla scoperta del Piemonte ebraico

Viaggio alla scoperta del Piemonte ebraico

Il MEIS vi invita ad un viaggio esclusivo alla scoperta della cucina e dei luoghi ebraici. Un itinerario inedito per visitare le meraviglie d’Italia sotto una nuova prospettiva. Quest’anno il viaggio è attraverso il Piemonte ebraico: un percorso che toccherà Torino, Carmagnola, Saluzzo, Mondovì e Casale Monferrato. PROGRAMMA MARTEDI’ 21 MAGGIO 2024 11.00: Punto di […]
9 marzo, visita guidata “Le donne del MEIS”

9 marzo, visita guidata “Le donne del MEIS”

Sabato 9 marzo alle 11.30 in occasione della Giornata Internazionale della Donna vi aspettiamo al museo (via Piangipane, 81) per la visita guidata tematica “Le donne del MEIS”.  A partire dal Medioevo, vi racconteremo una selezione di storie al femminile che si celano negli ambienti del museo più inaspettati : dalla dottoressa siciliana del 1300 Virdimura alla partigiana Matilde Bassani (che venne incarcerata proprio nell’allora […]
6 marzo, tre storie di Giusti tra le Nazioni

6 marzo, tre storie di Giusti tra le Nazioni

In concomitanza con la Giornata europea dei Giusti, il 6 marzo alle 17.30 al bookshop del MEIS (via Piangipane 81) si terrà l’incontro “Aggiustare il mondo/Tikkun Olam. Tre storie di Giusti tra le Nazioni”. A partire dal concetto ebraico del Tikkun Olam – che richiama alla missione di perfezionamento e di riparazione del mondo a cui sono chiamati le donne e […]
15 febbraio 2024, evento online

15 febbraio 2024, evento online

Torna per il quarto anno #ITALIAEBRAICA, il progetto online che riunisce i musei ebraici italiani e che ha visto la partecipazione di migliaia di persone. L’edizione di quest’anno è dedicata ai libri: condivideremo con voi storie e aneddoti sulle collezioni, i luoghi e la fattura stessa dei volumi, ma approfondiremo anche i temi che emergeranno sfogliando […]
13 febbraio – Evento al MEISHOP

13 febbraio – Evento al MEISHOP

“Tre cose non hanno limiti: la preghiera, la giustizia e lo studio” è scritto nel Talmud. L’educazione oggi è ancora lo strumento principale di crescita personale e di uguaglianza sociale? Qual è l’approccio ebraico alla formazione dei cittadini? Il progetto dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con il MEIS, dedicato all’Articolo 3 della Costituzione Italiana, […]